anno 2018
Il Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno ha festeggiato il 150° anniversario della scomparsa di Gioacchino Rossini con una rappresentazione memorabile de “Il Barbiere di Siviglia”. Questa esecuzione ha visto brillare un cast giovane e dinamico, guidato dal tenore Pietro Adaini nel ruolo del Conte d’Almaviva e dal baritono Massimo Cavalletti in quello di Figaro, insieme alla mezzosoprano Cecilia Molinari come Rosina e al basso Giovanni Romeo nel ruolo di Don Bartolo. La messa in scena, curata da Ermeneziano Lambiase, ha regalato un’interpretazione fresca e vivace dell’opera, culminata in un finale esuberante con il lancio di fiori, segno del calore e dell’apprezzamento del pubblico.
Sotto la direzione del maestro Antonello Allemandi, l’orchestra ha interpretato magistralmente la partitura di Rossini, dimostrando precisione ed eleganza nel corso dell’esibizione di 150 minuti. L’evento ha attratto numerosi appassionati di Rossini provenienti dalla regione lucana del Vulture, sottolineando la popolarità ininterrotta del compositore.
“Il Barbiere di Siviglia” di Rossini, un’opera buffa basata sulla commedia omonima di Pierre Beaumarchais, ha debuttato nel 1816 e, nonostante le difficoltà iniziali, ha superato in popolarità l’opera precedente di Paisiello per diventare uno dei lavori più eseguiti del compositore. La sua composizione, completata in soli venti giorni, riflette la profondità del testo e la modernità dell’opera che, con ironia e sarcasmo, allude agli sconvolgimenti politici dell’Europa del XIX secolo. Questo spettacolo non solo ha confermato il talento di Rossini ma ha anche messo in luce il ruolo emergente della borghesia, con un Barbiere che usa l’astuzia e l’ingegno per navigare e trasformare la società dell’epoca.
(…) C’era qualcosa di candidamente accattivante in questa produzione de Il Barbiere di Siviglia del Teatro Verdi di Salerno. Il regista Michele Sorrentino Mangini ha puntato tutto sull’aspetto ludico, sugli effetti umoristici, facendoci entrare senza sforzo nel clima giocoso da lui creato, anche grazie ad un cast eccellente, con il quale ha finalmente restituito attrattiva e fascino ad alcuni dei personaggi più noti e visti della storia dell’opera.
Si è trattato di una messinscena brillante, a tratti spassosa, del capolavoro comico di Rossini, in un’esplosione di lazzi, frizzi, equivoci e smascheramenti, e di tutto quanto è necessario per il perfetto funzionamento dei meccanismi comici di quella che è l’opera buffa per eccellenza. Una regia che èstata una lezione su come si può far divertire il pubblico con il Barbiere ancora dopo duecento anni e migliaia di allestimenti, mantenendo una scansione ritmica perfettamente aderente alla partitura ed al libretto e congegnando invenzioni sceniche che nella loro apparente semplicità funzionano perfettamente.
da Rivista Musica del 12 dicembre 2018
Direzione d’orchestra: Antonello Allemandi
Regia: Michele Sorrentino Mangini
Scene: Flavio Arbetti
Costumi: Giusi Giustino
Orchestra: Filarmonica Salernitana “Giuseppe Verdi”
Coro del Teatro dell’Opera di Salerno