anno 2022
“La vera, vera storia di Peter Pan”, di Michele Sorrentino Mangini è una narrazione tutta contemporanea di un rivoluzionario che ha sovvertito il sistema, e ce l’ha fatta. La vera storia di Peter Pan, quella che non viene raccontata, e che può avere il potere catartico di farci comprendere davvero chi siamo, con i nostri difetti e i nostri errori, con cui riappacificarsi prima che intervenga la morte e la malinconia. Crescendo ci confrontiamo tutti con le infinite ed impronosticabili pieghe che il mondo ha dentro di sé, scopriamo molto presto che non esistono più solo bianco e nero, ma troppo tardi che le sfumature sono molte di più di quelle che siamo in grado immaginare. Nell’infinità di quelle nuances capiamo ad un certo punto che probabilmente è impossibile restituire un’immagine reale e razionale di una persona; se è bugiardo dire che non possiamo davvero capire quello che non abbiamo vissuto, è altrettanto vero affermare che soltanto vivendo una persona, un momento, si può realmente capirlo affondo: c’è una parte intangibile delle persone, degli eventi, dei momenti, che solo i sentimenti, nelle loro sfumature infinite, sono in grado di restituire. C’è un racconto, uno di quelli dimenticati, che parla di Peter Pan come di un tiranno che, per estirpare la sua paura di crescere, uccide tutti i bambini prima che diventino adulti. Quelli che riescono a salvarsi, diventano i pirati che gli danno la caccia per salvare altri bambini. Era davvero così? Non sarà vero…
È però vero che una guerra c’è stata, che c’è stato un coccodrillo, che Capitan Uncino è stato sconfitto, e che Peter in seguito è scomparso. Sono state vere le vite e le emozioni, gli amori, le sfide e le fate; le morti di una battaglia con i pirati; vere le grida, i lutti, la paura di fallire e della morte; il sogno di un mondo migliore.
È, perciò, questo che verrà raccontato: si scoprirà chi è stato davvero Peter Pan, per capire davvero chi siamo noi. Per accettare di avere dei difetti e di aver commesso degli sbagli, per accettarlo in vita, prima che la morte o la malinconia intervengano a dipingerci il passato come migliore del futuro che potremmo mai avere.
Lo spettacolo La vera, vera storia di Peter Pan è il risultato finale di un lavoro laboratoriale consistito nello sviluppo e nell’esercizio di capacità attoriali, recitative e fisiche: come muoversi nello spazio, come lavorare in gruppo ed interagire sul palcoscenico con altre persone; sviluppo di capacità di improvvisazione, memoria, drammaturgia del personaggio e del testo.
A corredare il lavoro svolto durante i laboratori, la Fondazione Made in Cloister ha ideato e realizzato delle installazioni site-specific, a cura di Nora De Blasio e Lucrezia Longobardi.
I giovani autori delle opere Andrea Bolognino, Lucas Memmola, Gabriella Siciliano e Andreas Zampella, tutti nati negli anni ’90, fanno parte dell’ultima generazione di artisti campani che comincia a proiettarsi nel panorama internazionale. Invitarli a partecipare al progetto interdisciplinare di Officine San Carlo ha significato condividere con loro un percorso performativo capace di rigenerare lo spazio attraverso l’arte contemporanea. Relazionarsi con la scrittura in divenire dello spettacolo, con lo spazio urbano di San Giovanni a Teduccio e con le storie emerse dai confronti laboratoriali ha contaminato la costruzione delle opere e, al contempo, ha modellato le azioni del lavoro teatrale, in un intreccio di significati e gesti che ritrovano nella totalità della narrazione una compiutezza empirica.