anno 2017 e 2022
“Lucia di Lammermoor” di Gaetano Donizetti, tratta dal romanzo “The Bride of Lammermoor” di Walter Scott, è un dramma tragico in tre atti che ha fatto il suo debutto a Napoli il 26 settembre 1835, sotto la direzione musicale di Donizetti presso i Teatri Reali della città. Fin dalla sua prima rappresentazione, l’opera è stata acclamata come un capolavoro, consolidandosi come uno degli archetipi del melodramma romantico. La figura della protagonista Lucia è divenuta emblematica, rappresentando le donne fragili, insicure, destinate alla follia e alla morte.
Il Teatro di San Carlo ha visto oltre sessanta produzioni di questo capolavoro, tra cui spicca l’esibizione di Maria Callas nel 1956. Per la stagione 2021/22, il San Carlo ha riproposto “Lucia di Lammermoor” in un allestimento realizzato nel 2012 e ripreso da Michele Sorrentino Mangini nel 2017, sotto la regia di Gianni Amelio. Questa produzione attinge dalla tradizione, con una messa in scena che rispetta il contesto originale del XVI secolo scozzese. Le scenografie, realizzate da Nicola Rubertelli, e i costumi, disegnati da Maurizio Millenotti, evocano l’atmosfera neogotica del romanzo di Scott, offrendo al pubblico una rivisitazione fedele e appassionante dell’opera.
Questa rappresentazione tradizionale ha riscosso un’accoglienza entusiastica, tanto da essere acclamata oltre i suoi meriti intrinseci, confermando il valore di un approccio più classico contro le sperimentazioni di molti allestimenti moderni. Con questo approccio, il Teatro di San Carlo non solo garantisce un’accoglienza calorosa da parte del pubblico ma contribuisce anche a perpetuare l’interesse per una delle opere più significative del repertorio operistico italiano, consolidando il suo ruolo di custode di uno dei pilastri del melodramma romantico.
Direttore: Stefano Ranzani / Carlo Montanaro
Regia: Gianni Amelio (ripresa da Michele Sorrentino Mangini)
Scene: Nicola Rubertelli
Costumi: Maurizio Millenotti
Luci: Pasquale Mari (riprese da Fiammetta Baldiserri)
Assistente ai costumi: Tiziano Musetti