anno 2022
Il drammaturgo Edoardo Erba e il giovane regista Michele Mangini, nel tentativo di rispondere a questa domanda, ci trasportano in un futuro distopico.
Siamo nel 2120 e l’umanità è divisa in due classi. Da una parte c’è la moltitudine che vive ammassata nelle poche aree abitabili di un pianeta ormai desertificato. Dall’altra i membri della classe agiata, gli Aumentati, con DNA ottimizzato, fisico perfetto, cervello super performante, che perseguono un ideale di bellezza e di bontà esclusivamente riservato alla loro casta ma, difettando di esperienze vive, ricorrono al trapianto di memorie altrui.
Per denaro e per sottrarsi ai ricordi di un passato doloroso, la protagonista Cruz ha deciso di privarsi della sua memoria.
I suoi ricordi svaniscono, ma quella sensazione di vuoto, rabbia, solitudine, può davvero scomparire?
Note di Regia
Ai tempismi che, talvolta sbagliati, non ci hanno permesso di restituire una versione fedele di noi stessi. A chi non c’è questa sera.
Ci sono stati, per tutti, momenti nella vita in cui ci siamo sentiti ingabbiati come Cruz, in cui abbiamo forse pensato quanto sarebbe bello poter rimuovere quei ricordi così dolorosi che non ci lasciavano spazio. Con Edoardo abbiamo pensato cosa sarebbe potuto succedere se quest’opzione fosse stata possibile e facile, come togliere un’appendice: un giorno di day hospital e via, verso una nuova vita. Ma la verità è che anche quando i ricordi scompaiono, anche quando riusciamo a metterli da parte, le emozioni rimangono, e con quelle emozioni prima o poi dobbiamo fare i conti.
Questo, è uno spettacolo sulle seconde possibilità. Parla di come ci si sente quando nessuno può capirci, quando ci sentiamo ai margini di un mondo di cui fatichiamo a comprendere le logiche. Parla dei legami, di quanto siano necessari per sentirci vivi. Parla del perdono e di come sia fondamentale saper perdonare sé stessi e gli altri per gli errori che commettiamo. Perché gli errori li commettono tutti. Parla della gentilezza come elemento indispensabile della nostra umanità.
Ma sono una brutta bestia, le seconde possibilità. Vanno guadagnate, sedotte, combattute, bisogna mettersi in gioco ed essere pronti a cambiare, bisogna far pace con gli errori degli altri e poi con i nostri. Soprattutto bisogna amarle, le seconde possibilità, perché sono eteree come la polvere di una stella che brucia a contatto con l’atmosfera, che uno non fa in tempo a dire “ma guarda…” ed è già svanita.
Quando si afferrano, però, sono in grado di scagliarci lontano, oltre i nostri limiti e la persona che siamo. Ci trasformano. Donandoci quell’umanità che ci permette di accettare il nostro passato e di andare oltre il presente, in un futuro forse ancora più arduo, ma che riesce a farci meno paura.
Perché, è questo il segreto, nelle seconde possibilità non siamo mai soli.
Michele Mangini
Di: Edoardo Erba
Regia: Michele Sorrentino Mangini
Con: Marina Rocco, Gianna Coletti (Gabriella Franchini), Alberto Onofrietti, Giovanni Battista Storti e Irene Vetere
Scene e costumi: Michele Iodice
Luci: Pasquale Mari
Video: Alessandro Papa
Sound effects: Lorenzo Pasquotti, Federico Casiraghi, Giovanni Sirtori
Assistente alla regia: Luca De Lorenzo
Assistente scene e costumi: Giorgia Lauro
E in video: Angelo Curti, Adriano Falivene e Marco Montecatino
Si ringrazia: SO-LE Studio per i gioielli di scena
Produzione: Teatro Franco Parenti / Goldenart
anno 2019
Leo, 45 anni, si sente responsabile della morte della moglie causata da un incidente in seguito ad un loro litigio. Con i soldi dell ‘assicurazione, ha aperto un negozio in frachise di Visori per la Realta Aumentata (VRA), un’attivita che non riesce a sbocciare, e net tempo libero si prende cura di un’anziana signora malata di Alzheimer, con la speranza di essere perdonato per i suoi peccati. La sua vita non va da nessuna parte fin quando non scopre che la sua attrezzatura e in grado di “scaricare” ed eliminare la memoria delle persone.
[2019] NapoliFilmFestival Nomination per il cortometraggio RAM, 2019
[2019] TriesteScience+Fiction Festival Nomination per il cortometraggio RAM, 2019
Regia: Michele Sorrentino Mangini
Con: Giacinto Palmarini, Antonio Buonomo, Giulia Vecchio, Salvatore Sannino, Angela Pagano
Sceneggiatura: Michele Sorrentino Mangini e Marco Colacurci
Fotografia: Antonio De Rosa
Montaggio: Paco Centomani
Musiche: Michele Tadini
Scenografia: Giuliano La Spina
Costumi: Francesca Del Monaco
Produzione esecutiva: CinemaFiction
Produzione: CinemaFiction, Emmeemme